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Nel castello della Torre Bianca il vecchio re della fantomatica Britannia, Lear, ha deciso di farsi da parte e lasciare il regno a quella tra le sue eredi che mostri di amarlo con gli argomenti più convincenti. Tra le due figlie maggiori, le campionesse di perversione e crudeltà Goneril e Regan, è una bella sfida: con opportunismo da fuoriclasse, si servono delle lusinghe più spudoratamente false per gratificare il genitore, e il gioco paga. Non si abbassa al medesimo baratro di ipocrisia la più giovane Cordelia, che non nega all’anziano monarca lealtà e affetto ma nemmeno gli promette l’amore sopra ogni cosa, e per questo viene ripudiata, diseredata e costretta a un matrimonio senza dote con l’effemminato regnante di Francia.

Man spirit is a higher faculty in man that comes alive when a person becomes a Christian (see Rom. Se per la qualità dell’album resto convinto che non potrò che ricordarmi di lei al momento di stilare le immancabili classifiche, il concerto di questa primavera allo Spazio 211 ha sgombrato il campo da eventuali dubbi sulle qualità e sulla natura del personaggio. A livello produttivo, si sa, è possibile nascondere una bella sfilza di magagne presentando artisti mediocri sotto una luce di sicuro impatto, ed il reclutamento di una vecchia volpe come Ben Hillier (che in passato ha lavorato con Blur, Elbow, Suede, Depeche Mode, Horrors e Patrick Wolf, solo per citare i grossi calibri) poteva fungere senz’altro allo scopo, almeno stando agli incoraggianti risultati formali. Per la prova del nove serviva però l’appello del live e quelli di Spazio per una volta non si sono fatti sfuggire l’opportunità di invitare una nuova sensazione ad esibirsi sul loro palco, evento ormai raro vista la concorrenza spietata in fatto di nomi nuovi da parte dell’Astoria.

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